TO · Piemonte · città metropolitana di Torino
Torino
La prima capitale d'Italia: portici, caffè storici, barocco e Alpi all'orizzonte, con la Mole che fa da ago della bussola.
La Mole Antonelliana e le Alpi · Foto: Abbrey82, CC BY-SA 4.0
Torino è una città disegnata: le strade dritte, le piazze chiuse dai portici, le facciate della stessa altezza, e in fondo a ogni via le Alpi, come un fondale.
Per tre secoli fu la capitale di uno Stato che voleva sembrare più grande di quello che era, e ci riuscì: le residenze reali sono nel patrimonio dell'UNESCO, il Museo Egizio è il più importante del mondo dopo quello del Cairo, i caffè hanno due secoli e servono ancora il bicerin. Sotto l'eleganza c'è la città operaia della Fiat, la città del cinema, dell'editoria, del cioccolato e dell'aperitivo, che negli ultimi vent'anni si è reinventata senza perdere il tono di voce. Questa guida la racconta con calma: la storia, i luoghi, la tavola, le feste, due itinerari e i dintorni, che qui sono le Langhe e la montagna.
Storia
Da accampamento romano a capitale del RegnoIl nome viene dai Taurini, la popolazione celto-ligure che abitava la pianura tra il Po e la Dora e che Annibale sconfisse nel 218 a.C. scendendo dalle Alpi. Un secolo e mezzo dopo, i Romani fondarono qui una colonia, Augusta Taurinorum, con la pianta a scacchiera dell'accampamento: il centro storico ha ancora quelle strade, e la Porta Palatina, con le due torri di mattoni, è una delle porte romane meglio conservate al mondo.
Nel Medioevo Torino fu longobarda, franca, vescovile, e poi, dal 1046, quando il conte Oddone di Savoia sposò Adelaide di Susa, entrò nell'orbita di una famiglia di signori delle Alpi che ne avrebbe fatto la propria capitale. Fino al Cinquecento restò una piccola città di provincia, con l'università fondata nel 1404 ed Erasmo da Rotterdam che nel 1506 vi prese la laurea in teologia.
La capitale dei Savoia
Tutto cambiò nel 1563. Emanuele Filiberto, il duca che aveva riconquistato lo Stato vincendo a San Quintino, spostò la capitale da Chambéry a Torino, al di qua delle Alpi, e nel 1578 vi portò la Sindone. I suoi successori costruirono la città che si vede oggi, secondo un piano: Ascanio Vitozzi disegnò piazza Castello e via Nuova, oggi via Roma; Carlo di Castellamonte piazza San Carlo; Guarino Guarini le cupole vertiginose di San Lorenzo e della Cappella della Sindone e Palazzo Carignano; e dal 1714 Filippo Juvarra, chiamato da Messina, diede alla città Superga, la facciata di Palazzo Madama, la palazzina di caccia di Stupinigi e la Reggia di Venaria.
Nel 1706 Torino resse quattro mesi di assedio francese: la notte del 29 agosto il minatore Pietro Micca fece saltare una galleria sotto la cittadella e morì, e il 7 settembre l'esercito di Vittorio Amedeo II e del principe Eugenio liberò la città. Il duca aveva fatto voto sulla collina di Superga; la basilica di Juvarra è la sua promessa mantenuta. Nel 1713 ottenne il titolo di re, di Sicilia e poi di Sardegna, e Torino divenne una capitale regia, con il Palazzo Reale, l'Armeria, la Galleria e i teatri.
Il Risorgimento e la prima capitale
Dopo Napoleone, che l'aveva annessa alla Francia, Torino fu il laboratorio dell'unità italiana. Il 4 marzo 1848 Carlo Alberto concesse lo Statuto, la costituzione che sarebbe durata cent'anni; Cavour, dal 1852, fece del piccolo Regno di Sardegna la potenza che avrebbe unito il paese, con le ferrovie, le banche, le alleanze e le guerre. Il 17 marzo 1861, a Palazzo Carignano, il primo Parlamento italiano proclamò Vittorio Emanuele II re d'Italia, e Torino fu la capitale del nuovo Regno. Durò quattro anni: nel 1864 la Convenzione di settembre spostò la capitale a Firenze, la città protestò e ci furono i morti, e nel 1865 la corte partì.
Torino reagì reinventandosi. Nel 1863 aveva cominciato la Mole, che Alessandro Antonelli portò a 167 metri, il più alto edificio in muratura d'Europa; nel 1884 l'Esposizione Generale costruì il Borgo Medievale al Valentino; nel 1899 nacque la Fabbrica Italiana Automobili Torino, la Fiat; nel 1914 il Cabiria di Pastrone, girato negli studi torinesi, inventò il cinema in grande; nel 1923 fu inaugurato il Lingotto con la pista sul tetto. Torino fu la capitale dell'automobile, del cinema, della radio, del cioccolato e dell'editoria, con Einaudi, Gramsci, Gobetti, Pavese, Calvino, Natalia Ginzburg e Primo Levi.
Dalla città-fabbrica alla città che si visita
Il dopoguerra fu la Fiat e l'immigrazione dal Sud: Torino superò il milione di abitanti e diventò la «città-fabbrica», con il boom, le lotte operaie e poi la crisi degli anni Ottanta. La svolta venne con i grandi restauri, il Museo del Cinema nella Mole nel 2000, le Olimpiadi invernali del 2006, la Reggia di Venaria riaperta nel 2007, il nuovo Museo Egizio nel 2015, il ritorno della Cappella della Sindone nel 2018. Le Residenze Sabaude sono patrimonio dell'UNESCO dal 1997. Oggi Torino è una città d'arte a tutti gli effetti, la meno affollata tra le grandi, con il Salone del Libro, le ATP Finals e un'aria che nessun'altra città italiana ha: quella di una capitale che è rimasta tale nei modi.
- Annibale distrugge l'abitato dei Taurini
- Fondazione di Augusta Taurinorum
- Oddone di Savoia sposa Adelaide di Susa
- Nasce l'Università
- Emanuele Filiberto porta la capitale a Torino
- La Sindone arriva in città
- Assedio di Torino e voto di Superga
- Juvarra arriva alla corte dei Savoia
- Nasce il Museo Egizio
- Carlo Alberto concede lo Statuto
- Torino prima capitale del Regno d'Italia
- Compiuta la Mole Antonelliana
- Nasce la Fiat
- La tragedia di Superga
- Le Residenze Sabaude nel patrimonio UNESCO
- Olimpiadi invernali
Cosa vedere
13 luoghi, nell'ordine in cui li racconteremmo a un amico
La Mole e le Alpi · Foto: Maurizio Moro5153, CC BY-SA 4.0 N. 01Mole Antonelliana e Museo Nazionale del Cinema
Il simbolo della città, 167 metri di mattoni, con dentro il museo del cinema più spettacolare del mondo.
Doveva essere la sinagoga della comunità ebraica, che nel 1863 affidò il progetto ad Alessandro Antonelli; l'architetto continuò ad alzarla finché la comunità si arrese e il Comune, nel 1877, se la comprò per farne un monumento al re. Fu finita nel 1889, a 167 metri e mezzo, il più alto edificio in muratura d'Europa, e da allora è la Mole, la bussola di Torino: da qualunque parte la si guardi dice dove si è.
Dal 2000 ospita il Museo Nazionale del Cinema, allestito da François Confino come una spirale attorno all'aula del tempio: le lanterne magiche e i precinema, le sale a tema, le chaise longue da cui guardare i film sullo schermo gigante. L'ascensore panoramico di cristallo sale nel vuoto fino al tempietto, a 85 metri, con la città e le Alpi tutt'intorno (sito ufficiale museocinema.it).

Ramesse II al Museo Egizio · Foto: Prof. Mortel, CC BY 2.0 N. 02Museo Egizio
Il museo egizio più antico del mondo, e il più importante dopo quello del Cairo.
Nacque nel 1824, quando re Carlo Felice comprò la collezione di Bernardino Drovetti, il piemontese console di Napoleone in Egitto, e da allora è cresciuto con gli scavi di Ernesto Schiaparelli: oltre quarantamila oggetti, quattromila in mostra, in un palazzo barocco completamente rinnovato nel 2015. Champollion, che ci lavorò nel 1824, scrisse che «la strada per Menfi e Tebe passa da Torino».
Ci sono la Galleria dei Re con le statue di Ramesse II e di Sekhmet, la tomba intatta dell'architetto Kha e di sua moglie Merit, con i cibi, i vestiti e i mobili di tremilacinquecento anni fa, il tempio di Ellesija donato dall'Egitto, il Papiro delle miniere, il più antico atlante conosciuto, i sarcofagi e le mummie. Servono almeno tre ore; il biglietto si prenota online (museoegizio.it).

Il Palazzo Reale · Foto: TorinoDoc, CC BY-SA 4.0 N. 03Musei Reali: Palazzo Reale, Armeria, Galleria Sabauda, Cappella della Sindone
Un unico biglietto per il palazzo dei re, l'armeria, la pinacoteca, i giardini e la cupola di Guarini.
Dietro la cancellata dei Dioscuri, in piazza Castello, il Palazzo Reale fu la casa dei Savoia dal Seicento al 1865: sale di rappresentanza, la Scala delle Forbici di Juvarra, il Salone degli Svizzeri, la Sala del Trono, gli appartamenti con gli arredi di Piffetti e Bonzanigo. L'Armeria Reale, nella galleria del Beaumont, è una delle più ricche d'Europa, con le armature dei principi e i cavalli imbalsamati; la Galleria Sabauda ha i fiamminghi, Van Dyck, Orazio Gentileschi, il Beato Angelico; il Museo di Antichità e la Biblioteca Reale con l'Autoritratto di Leonardo completano il complesso.
Il pezzo più emozionante è la Cappella della Sindone di Guarino Guarini, costruita tra il 1668 e il 1694 tra il palazzo e il Duomo: la cupola a esagoni sovrapposti che sale verso la luce come un merletto di pietra nera, distrutta dall'incendio dell'aprile 1997 e restituita alla città nel 2018 dopo un restauro di vent'anni. La Sindone, che la cappella custodiva, è oggi nel Duomo, in una teca chiusa, e si espone solo in occasione delle ostensioni.

Palazzo Madama, la facciata di Juvarra · Foto: Jeanne Griffin, CC BY-SA 4.0 N. 04Piazza Castello e Palazzo Madama
Duemila anni in un edificio: porta romana, castello medievale, facciata barocca, museo d'arte antica.
Piazza Castello è il centro della città sabauda, il punto da cui partono via Roma, via Po, via Garibaldi e via Pietro Micca, con i portici tutt'intorno, il Teatro Regio, la chiesa di San Lorenzo di Guarini e il Palazzo Reale in fondo. In mezzo, Palazzo Madama: sul retro è ancora il castello di mattoni del Trecento, costruito sulla porta romana; davanti, la facciata di marmo bianco che Filippo Juvarra disegnò tra il 1718 e il 1721 per Madama Reale, con lo scalone monumentale che è tra i più belli d'Europa.
Dentro c'è il Museo Civico d'Arte Antica: il Ritratto d'uomo di Antonello da Messina, il Libro d'Ore del duca di Berry, le collezioni di vetri, avori, oreficerie e ceramiche, e dalla torre panoramica la vista sulla piazza. Sotto, il Giardino medievale. Il palazzo fu anche la prima sede del Senato del Regno d'Italia.

La cupola della Cappella della Sindone · Foto: Paris Orlando, CC BY-SA 4.0 N. 05Duomo di San Giovanni Battista
L'unica chiesa rinascimentale di Torino, il campanile di Juvarra e la teca della Sindone.
Costruito tra il 1491 e il 1498 dal toscano Meo del Caprino, il Duomo è l'unico edificio del Rinascimento in una città tutta barocca: una facciata di marmo bianco semplice e chiara, tre navate, e accanto il campanile che Juvarra completò nel Settecento. Dietro l'altare si apre la Cappella della Sindone, e nella navata sinistra la teca dove il lenzuolo riposa, con il volto di Cristo che si intravede sulla copia esposta.
Accanto, la Porta Palatina, il teatro romano e il Museo di Antichità raccontano la Torino delle origini; nella cripta della vicina chiesa della Consolata, il santuario più caro ai torinesi, sono ex voto di tre secoli. Attorno al Duomo la domenica mattina c'è il mercato del Balon, il mercato delle pulci più famoso della città.

Piazza San Carlo · Foto: Benjamin Smith, CC BY-SA 4.0 N. 06Piazza San Carlo e i caffè storici
Il salotto di Torino: il Caval 'd Brons, le chiese gemelle e i caffè dove è nato il vermouth.
Disegnata da Carlo di Castellamonte negli anni Trenta del Seicento, piazza San Carlo è il salotto della città: un rettangolo perfetto di portici e facciate uguali, chiuso a sud dalle chiese gemelle di Santa Cristina e San Carlo e con al centro il monumento a Emanuele Filiberto che rinfodera la spada dopo San Quintino, il Caval 'd Brons di Carlo Marochetti del 1838. Qui la città si ritrova per le feste, per le partite, per le manifestazioni.
Sotto i portici, il Caffè San Carlo del 1822 e il Caffè Torino del 1903, con il toro d'ottone sul pavimento su cui si posa il piede per fortuna. I caffè storici sono il modo migliore di capire Torino: Al Bicerin, davanti alla Consolata, dal 1763, dove si serve la bevanda di caffè, cioccolato e crema; Fiorio in via Po, dal 1780, il caffè dei nobili e di Cavour; Baratti & Milano nella Galleria Subalpina; Mulassano in piazza Castello, dove nel 1925 fu inventato il tramezzino; Platti in corso Vittorio, con i tavolini di Cesare Pavese.

La Reggia di Venaria Reale · Foto: Matteo Pappadopoli, CC BY-SA 4.0 N. 07Reggia di Venaria Reale
La Versailles dei Savoia, alle porte della città, riaperta nel 2007 dopo il più grande restauro d'Europa.
A dieci chilometri dal centro, la reggia di caccia che Carlo Emanuele II fece costruire da Amedeo di Castellamonte dal 1659 e che Juvarra completò con la Galleria Grande, sessanta metri di luce bianca, e la chiesa di Sant'Uberto: ottantamila metri quadrati di edificio e sessanta ettari di giardini, con il borgo davanti e la Mandria, il parco di caccia con il castello, alle spalle. Saccheggiata da Napoleone e ridotta a caserma, fu restaurata per vent'anni e riaperta nell'ottobre 2007.
Il percorso di visita attraversa la storia dei Savoia, gli appartamenti, la Galleria, le Scuderie con il Bucintoro dei re di Sardegna e le mostre; i giardini, ricostruiti dal nulla, hanno il Potager Royal, le fontane e le installazioni d'arte contemporanea. Fa parte delle Residenze Sabaude UNESCO; si arriva con il bus dalla città (sito ufficiale lavenaria.it).

Superga e le Alpi · Foto: Domeian, CC BY-SA 4.0 N. 08Basilica di Superga
Il voto del 1706 sulla collina più alta, con le tombe dei re e la lapide del Grande Torino.
Sulla collina che domina la città da est, a 670 metri, Filippo Juvarra costruì tra il 1717 e il 1731 la basilica che Vittorio Amedeo II aveva promesso alla Madonna durante l'assedio del 1706: una cupola alta 75 metri tra due campanili, un pronao classico e, sotto, la cripta con le tombe dei re e dei principi di Savoia, da Vittorio Amedeo II a Carlo Alberto. Dal piazzale la vista abbraccia Torino intera e, nelle giornate limpide, l'intero arco delle Alpi dal Monviso al Monte Rosa.
Dietro la basilica, una lapide ricorda il 4 maggio 1949: l'aereo che riportava a casa il Grande Torino, la squadra che aveva vinto cinque scudetti di seguito, si schiantò contro il muro della basilica nella nebbia, e morirono tutti, trentuno persone. Ogni anno, quel giorno, i tifosi salgono a piedi. Si arriva con la tranvia a dentiera Sassi-Superga, del 1934, che parte dal quartiere Sassi.

L'aula del Parlamento Subalpino · Foto: TeKappa, CC BY-SA 4.0 N. 09Palazzo Carignano e Museo del Risorgimento
La facciata ondulata di Guarini, la stanza dove nacque il primo re d'Italia, l'aula del primo Parlamento.
Guarino Guarini lo costruì dal 1679 per i principi di Carignano, il ramo cadetto che avrebbe dato all'Italia i suoi re: una facciata di mattoni che ondeggia come un'onda, unica nel barocco europeo. Nel 1820 vi nacque Vittorio Emanuele II; dal 1848 vi si riunì la Camera del Parlamento Subalpino, nell'aula semicircolare di legno e velluto rimasta intatta, dove Cavour parlava; nel 1861 vi fu proclamato il Regno d'Italia. L'ala ottocentesca verso piazza Carlo Alberto, con l'aula grande costruita per il Parlamento italiano, fu finita quando la capitale era già partita e non fu mai usata.
Il palazzo ospita il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, il più grande d'Italia sull'argomento: trenta sale che raccontano dal 1789 al 1946 con documenti, armi, bandiere, dipinti, e l'aula del Parlamento come culmine. Di fronte, in piazza Carignano, il Teatro Carignano del Settecento e il ristorante Del Cambio, dove Cavour pranzava.

Il Borgo Medievale dal Po · Foto: Andbog, CC BY-SA 4.0 N. 10Parco del Valentino e Borgo Medievale
Il parco sul Po, con il castello di Madama Cristina e un finto borgo del Quattrocento che è vero.
Il Valentino è il parco della città lungo il Po, con i viali, i platani, la fontana dei Dodici Mesi, i circoli di canottaggio e le rive dove la domenica si passeggia. Al centro, il Castello del Valentino, la residenza fluviale che Madama Cristina di Francia fece costruire a metà Seicento sul modello dei castelli della Loira, oggi sede del Politecnico e parte delle Residenze Sabaude UNESCO, con le sale affrescate che si visitano in alcune giornate.
In fondo al parco, il Borgo Medievale: costruito nel 1884 per l'Esposizione Generale da Alfredo d'Andrade copiando case, chiese e castelli veri del Piemonte e della Valle d'Aosta del Quattrocento, con tanto di botteghe e di Rocca arredata. Doveva essere demolito, i torinesi lo salvarono. Sull'altra sponda, la collina; poco più a monte, i Murazzi e piazza Vittorio, la piazza porticata più grande d'Europa, e la Gran Madre.

La pista sul tetto del Lingotto · Foto: Gunnar Klack, CC BY-SA 4.0 N. 11Lingotto, Pinacoteca Agnelli e Museo dell'Automobile
La fabbrica con la pista sul tetto, i Matisse degli Agnelli e il museo delle auto più bello d'Italia.
Il Lingotto fu la fabbrica più moderna d'Europa quando aprì nel 1923: cinque piani di catena di montaggio, con le auto che salivano lungo le rampe elicoidali e collaudate sulla pista di un chilometro sul tetto, un'immagine che entusiasmò Le Corbusier e che The Italian Job ha reso celebre. Chiusa nel 1982, Renzo Piano l'ha trasformata in un centro di congressi, hotel, negozi e cinema, con la «bolla» di vetro sul tetto e, dal 2002, la Pinacoteca Agnelli, con i Matisse, i Canaletto, i Picasso e i Modigliani della collezione di famiglia. Dal 2021 la pista è un giardino pensile, La Pista 500, con quarantamila piante e le opere d'arte.
A un chilometro, lungo il Po, il Museo Nazionale dell'Automobile, il MAUTO, rifatto nel 2011, racconta l'automobile dal 1769 a oggi con duecento vetture, dalle Fiat alle Ferrari alle Bugatti: uno dei musei dell'auto più belli del mondo, in una città che l'auto l'ha fatta. E per i tifosi, l'Allianz Stadium con il museo della Juventus, e il Filadelfia, il campo del Toro.

La Porta Palatina · Foto: TorinoDoc, CC BY-SA 4.0 N. 12Porta Palatina, Quadrilatero Romano e Porta Palazzo
La città romana, il quartiere dei locali e uno dei più grandi mercati all'aperto d'Europa.
La Porta Palatina, del I secolo, con le due torri a sedici lati e le quattro aperture, era la porta nord di Augusta Taurinorum; accanto restano le mura e il teatro romano. Dietro comincia il Quadrilatero Romano, il quartiere che conserva la griglia della colonia e che negli ultimi trent'anni è diventato il cuore della sera torinese: enoteche, ristoranti, botteghe e cortili, tra via Garibaldi, la Consolata e piazza Emanuele Filiberto.
In piazza della Repubblica, Porta Palazzo è il mercato più grande della città e uno dei più grandi all'aperto d'Europa: ogni mattina centinaia di banchi di frutta, verdura, formaggi e carne, le tettoie dell'Ottocento e il Mercato Centrale nel Palafuksas. Il sabato, dietro, il Balon, il mercato delle pulci, e ogni seconda domenica del mese il Gran Balon con gli antiquari.

La Galleria Subalpina · Foto: Isiwal, CC BY-SA 4.0 N. 13Galleria Subalpina, via Po e i portici
Diciotto chilometri di portici, una galleria dell'Ottocento e la strada che scende al fiume.
Torino è la città dei portici: diciotto chilometri, in gran parte collegati, voluti dai Savoia perché il re potesse passeggiare senza bagnarsi. Da piazza Castello scende via Po, con i portici che sul lato sinistro sono continui fino al fiume, le librerie, i caffè, l'Università e, in fondo, piazza Vittorio Veneto e la Gran Madre di Dio sull'altra sponda. È la strada della passeggiata, del Salone del Libro fuori salone e degli studenti.
La Galleria Subalpina, tra piazza Castello e piazza Carlo Alberto, fu costruita nel 1874 con la copertura di ferro e vetro, le botteghe di libri antichi, il cinema Romano e il caffè Baratti & Milano, con i marmi e le boiserie dell'Ottocento e i gianduiotti in vetrina. In piazza Carlo Alberto, la lapide ricorda la casa dove Nietzsche visse l'ultimo inverno lucido, tra il 1888 e il 1889, scrivendo Ecce homo e innamorandosi della città.
A tavola
Bagna cauda, agnolotti, gianduiotti e vermouthLa cucina di Torino è quella del Piemonte, che è una delle grandi cucine d'Europa: contadina e regale insieme, con la pasta all'uovo tirata sottile, le carni cotte a lungo nel vino, i formaggi delle valli, il tartufo bianco d'Alba in autunno e il burro al posto dell'olio. È anche la città che ha inventato più cose da mangiare e da bere di ogni altra: il grissino, il vermouth, il gianduiotto, il bicerin, il tramezzino, la panna cotta, e l'aperitivo come lo intendiamo oggi.
Si beve rosso, e che rosso: Barolo, Barbaresco, Barbera, Nebbiolo, Dolcetto, Freisa, dalle Langhe, dal Roero e dal Monferrato, a un'ora dalla città. Prima di cena, un vermouth con il ghiaccio; dopo, un cioccolatino di una delle pasticcerie storiche.
- Il rito
Bagna cauda
La salsa calda di aglio, acciughe e olio in cui si intingono le verdure crude e cotte, cardi, peperoni, cipolle, topinambur, tenuta calda al centro della tavola nel «fujot». Piatto d'inverno e di compagnia, nato con le acciughe che arrivavano dalla Liguria.
- Primo
Agnolotti del plin
I piccoli ravioli chiusi con il pizzicotto, il «plin», ripieni di tre arrosti e verdura, conditi con il sugo d'arrosto o con burro e salvia, o serviti nel tovagliolo. I tajarin, i tagliolini all'uovo, sono l'altro primo delle Langhe, con il tartufo in autunno.
- Antipasto
Vitello tonnato
Le fette sottili di girello di vitello cotto, coperte dalla salsa di tonno, uova, capperi e acciughe. Antipasto di ogni pranzo piemontese, insieme ai peperoni con la bagna cauda, alla carne cruda battuta al coltello e all'insalata russa.
- Secondo
Fritto misto alla piemontese
Il fritto più abbondante d'Italia: carni, fegato, cervella, salsiccia, verdure, mele, amaretti e semolino dolce, tutto insieme nello stesso piatto. Si ordina in pochi posti, e con appetito.
- Secondo
Bollito misto e brasato al Barolo
Il gran bollito con i sette tagli, il cotechino, la lingua e la testina, servito con le salse, il bagnetto verde e la mostarda; e il brasato, la carne marinata e cotta per ore nel Barolo. Piatti della domenica e dell'inverno.
- Pane e aperitivo
Grissini, tramezzini e vermouth
I grissini «rubatà», arrotolati a mano, nati secondo la leggenda nel 1679 per un piccolo duca malato; il tramezzino, inventato al Caffè Mulassano nel 1925; il vermouth, creato da Antonio Benedetto Carpano nel 1786 e diventato l'aperitivo del mondo. A Torino l'aperitivo è un pasto.
- Cioccolato
Gianduiotto e bicerin
Il gianduiotto, il cioccolatino a barchetta di cacao, zucchero e nocciole delle Langhe, nato nel 1865 e incartato uno per uno; il cremino, il cri cri; e il bicerin, la bevanda calda di caffè, cioccolato e crema di latte a strati, servita nel bicchierino dal 1763 nel caffè omonimo.
- Dolce
Bônet e panna cotta
Il bônet, il budino di cacao, amaretti e rum cotto a bagnomaria, con il nome del cappello che gli somiglia; la panna cotta, che è nata nelle Langhe; le paste di meliga, i biscotti di mais da inzuppare nello zabaione.
- Da bere
Barolo, Barbaresco, Barbera
I vini delle Langhe e del Monferrato, patrimonio UNESCO dal 2014: il Nebbiolo che diventa Barolo e Barbaresco, la Barbera di tutti i giorni, il Dolcetto, la Freisa; e per il dolce il Moscato d'Asti. Il tartufo bianco d'Alba, tra ottobre e dicembre, chiude il cerchio.
Eventi e tradizioni
Libri, cinema, luci e tennis- Maggio
Salone Internazionale del Libro
Dal 1988 la più grande fiera dell'editoria italiana, al Lingotto: cinque giorni di incontri, autori, editori e lettori da tutta Italia, con il Salone Off nei quartieri. Programma su salonelibro.it.
- Novembre
Torino Film Festival e Artissima
Il festival del cinema indipendente e d'autore, dal 1982, e nello stesso mese Artissima, la fiera d'arte contemporanea, con la settimana dell'arte che riempie di mostre i musei e le gallerie, dal Castello di Rivoli alla GAM alla Fondazione Sandretto.
- Novembre – gennaio
Luci d'Artista
Dal 1998 le luminarie di Natale sono opere d'arte: installazioni luminose di artisti contemporanei sulle vie e sulle piazze del centro, da Mario Merz a Rebecca Horn, che ogni inverno trasformano la città in un museo all'aperto.
- Novembre
Nitto ATP Finals
Il torneo di fine stagione con gli otto migliori tennisti del mondo, a Torino dal 2021 all'Inalpi Arena, confermato almeno fino al 2027. Per una settimana la città vive di tennis, con il Fan Village e i grandi schermi in piazza.
- Settembre
MITO SettembreMusica e Terra Madre
Il festival di musica classica condiviso con Milano, con concerti nelle chiese e nei teatri; e negli anni pari Terra Madre Salone del Gusto, la grande fiera di Slow Food al Parco Dora, con i produttori di tutto il mondo.
- 24 giugno
Festa di San Giovanni
Il patrono della città: la sera del 23 il «farò», il falò in piazza Castello, con il toro di carta che deve cadere verso la Gran Madre per portare fortuna, e i fuochi d'artificio sul Po la sera del 24.
- Luglio
Kappa FuturFestival e Torino Jazz
Il festival di musica elettronica al Parco Dora, tra i più grandi d'Europa, e in primavera il Torino Jazz Festival nei teatri e nei club della città.
Itinerari
Un giorno o un fine settimanaItinerario 1
Un giorno
- Mattina
Piazza Castello e i Musei Reali. Palazzo Reale, la Cappella della Sindone, l'Armeria; poi il Duomo e la Porta Palatina a due passi, con un bicerin Al Bicerin davanti alla Consolata.
- Tarda mattina
Museo Egizio, con il biglietto prenotato: almeno due ore e mezza. Uscendo, piazza Carignano e la facciata di Guarini.
- Pranzo
Sotto i portici. Un piatto di agnolotti del plin o un tramezzino da Mulassano, e un caffè in piazza San Carlo.
- Pomeriggio
La Mole e via Po. Il Museo del Cinema e l'ascensore panoramico, poi la discesa lungo via Po fino a piazza Vittorio e alla Gran Madre, con la vista sul fiume e sulla collina.
- Sera
Aperitivo nel Quadrilatero con un vermouth, cena in una piola, la trattoria torinese, e i gianduiotti come dessert.
Itinerario 2
Un fine settimana
- Sabato
La città dei re. L'itinerario di un giorno, con più tempo per Palazzo Madama e per il Museo del Risorgimento a Palazzo Carignano, e la sera un concerto o l'opera al Regio.
- Domenica mattina
Venaria o Superga. La Reggia con i giardini, in autobus dalla città, oppure la tranvia a dentiera per Superga con la basilica, le tombe reali e la vista sulle Alpi. Chi ha l'auto le fa entrambe.
- Domenica pomeriggio
Il Po e il Lingotto. Il Parco del Valentino con il Borgo Medievale, poi il Lingotto con la Pinacoteca Agnelli e la Pista 500, o il Museo dell'Automobile. In alternativa, il Castello di Rivoli per l'arte contemporanea.
- Domenica sera
Ultima cena piemontese, con la bagna cauda se è inverno e il bônet in ogni stagione, e il treno per casa da Porta Susa.
Dintorni
Residenze reali, Langhe e AlpiReggia di Venaria e la Mandria ~10 km
La grande reggia di Juvarra con i giardini, e il parco della Mandria con il castello e i boschi. Vedi la scheda nella sezione Cosa vedere.
Stupinigi e Rivoli ~10–15 km
La Palazzina di Caccia di Stupinigi, il capolavoro rococò di Juvarra con il salone ellittico e il cervo sulla cupola; il Castello di Rivoli, la residenza incompiuta che dal 1984 ospita uno dei musei d'arte contemporanea più importanti d'Europa.
Sacra di San Michele ~40 km
L'abbazia del X secolo arroccata sul monte Pirchiriano all'imbocco della Valle di Susa, il simbolo del Piemonte e l'ispirazione del Nome della rosa; sotto, i laghi di Avigliana.
Langhe, Roero e Monferrato ~60 km
Le colline del vino, patrimonio UNESCO: Alba con il tartufo bianco, Barolo con il castello e il museo del vino, La Morra con il belvedere, Barbaresco, Neive, e le cantine da visitare con prenotazione. Un'ora di auto.
Ivrea e il Canavese ~50 km
La città industriale di Olivetti, patrimonio UNESCO dal 2018, con gli edifici razionalisti di via Jervis, il carnevale della battaglia delle arance a febbraio, e i castelli del Canavese, da Agliè a Masino.
La montagna: Sestriere, Bardonecchia, il Gran Paradiso ~90–120 km
Le piste delle Olimpiadi del 2006 nella Via Lattea e a Bardonecchia, e il primo parco nazionale d'Italia, con gli stambecchi, a due ore dalla città. In estate, le valli di Lanzo e la Valle di Susa per camminare.
Come arrivare
Un'ora da Milano, con il treno anche da ParigiIn treno
Torino Porta Nuova e Porta Susa sono le due stazioni dell'alta velocità: da Milano in un'ora con Frecciarossa e Italo, da Roma in poco più di quattro ore, da Parigi in circa sei con i treni internazionali attraverso il Fréjus. Porta Nuova è in centro; Porta Susa è sulla metropolitana. Orari su trenitalia.com e italotreno.com.
In aereo
L'aeroporto di Torino Caselle è a 16 chilometri dal centro: treno dalle stazioni cittadine in poco più di mezz'ora, oppure il bus e i taxi. Voli da tutta Italia e dalle principali città europee. Milano Malpensa è a un'ora e mezza di auto o di bus.
In auto
Torino è il nodo delle autostrade A4 da Milano, A5 dalla Valle d'Aosta, A6 da Savona, A21 da Piacenza, A32 dal Fréjus e dalla Francia, con la tangenziale A55 intorno alla città. Il centro ha la zona a traffico limitato la mattina nei giorni feriali: parcheggi sotterranei in piazza Castello, in piazza San Carlo e a Porta Susa.
In città
La metropolitana automatica attraversa la città da Collegno a Bengasi passando per Porta Susa e Porta Nuova; tram e autobus GTT coprono tutto il resto, con la tranvia a dentiera per Superga. Il centro si gira a piedi, sotto i portici, e in bicicletta lungo il Po.
Questa guida non riporta orari di apertura né prezzi dei biglietti, che cambiano spesso: prima di partire verificate sui siti ufficiali dei singoli luoghi, indicati nel testo dove esistono.
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